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1412 - Filippo Maria Visconti diventa signore del Ducato di Milano.
1414 - Il Conte di Carmagnola,al secolo Francesco Brusone, celebre figura di Capitano di ventura, riceve in feudo da F.M.Visconti le terre di Castelnuovo, Casei e Sale, grazie alla propria fedeltà e ai servigi resi al Ducato milanese.
1428 - F.M.Visconti priva il Carmagnola di tutti i beni e possessioni, quindi anche Castelnuovo, diritti e onori di cui godeva prima di abbandonare la corte milanese e passare al servizio della Repubblica di Venezia, quasi sempre in guerra con Milano e le cui truppe avevano inflitto una cocente sconfitta al Visconti in località Maclodio.
1443 - Borso d’Este diventa signore di Castelnuovo il 16 aprile grazie a crediti di guerra accumulati negli anni precedenti per servizi resi alla Corte milanese; trentenne, giovane di belle speranze, acquisisce con questa donazione il diritto di imporre dazi e gabelle, inoltre ottiene completo arbitrio nella nomina del Podestà del borgo (il sindaco di allora).
In quest’epoca è questo un ricco e popoloso feudo dell’Oltrepò grazie al fiorente commercio del gualdo, una pianta che, lavorata opportunamente, serviva per tingere di blu i tessuti.
Negli anni 1443-44-45 soggiornò per lunghi periodi nel nostro Castello, stringendo amicizie con le principali famiglie locali.
Fu lui a potenziare il mercato settimanale del giovedì che attirava commercianti, produttori e sensali dalla Lomellina, dal Marchesato del Monferrato, dal Tortonese e dal Vogherese.
Diede pure grande impulso alle fiere di S.Giuseppe (metà marzo), di S.Desiderio (23 maggio) e le altre diluite nel corso dell’anno.
In tali occasioni i porticati del castello, molto più estesi di quelli attuali, nonché la piazza prospiciente, a malapena riuscivano a contenere le innumerevoli mercanzie destinate ad essere vendute; di conseguenza, da parte del feudatario venivano messe a disposizione di coloro che frequentavano dette fiere la stalle e i fienili facenti parte del castello, oltre a venir distribuite gratuitamente biade e fieno per cavalli,muli e somari.
I principali prodotti esposti nei mercati delle fiere erano di provenienza agricola, in particolare gualdo, robbia e zafferano che servivano agli artigiani tintori per colorare i tessuti di blu, rosso e giallo; altri prodotti erano di natura artigianale perché i castelnovesi si erano specializzati in cappelli e in manufatti in ferro e in rame (fra cui primeggiavano spade, padelle e padellini).
1447 - Muore il duca Visconti e lo Stato milanese entra in una fase piuttosto lunga di sommovimenti e anarchia.
Borso d’Este concede ai suoi sudditi castelnovesi una nuova e favorevole Convenzione fiscale che prevede un unico pagamento annuale al feudatario, di tipo forfetario, invece di una sfilza di tasse e gabelle diversificate.
Ciò farà la fortuna di Castelnuovo finchè sarà governato dagli Estensi, ma anche in epoche successive.
In paese si assiste alla dirompente ascesa al potere di famiglie fino a quel momento sottomesse, dette dei “popolari”, che in seguito ai nuovi sconvolgimenti, prende la denominazione di “marchesana”in omaggio al marchese Borso.
1450 - Gli Statuti del borgo vengono revisionati e approvati per disposizione di Borso promosso da qualche tempo “marchese di Ferrara”, assumendo di conseguenza un inaspettato, imprevedibile e scomodo ruolo di vassallo nei confronti dei governanti di Milano.
Nel frattempo, il Ducato torna in possesso della famiglia Visconti-Sforza.
1451 - Castelnuovo viene considerato “capitale del gualdo” grazie all’operosità dei suoi cittadini, al terreno molto alluvionale, ma soprattutto agli effetti della Convenzione fiscale favorevole stipulata con Borso qualche anno addietro.
1453 - L’Imperatore Federico III, di passaggio nell’Italia settentrionale proveniente da Roma, conferisce e investe direttamente Borso d’Este del feudo castelnovese ( “CASTRUM SIVE TERRAM CASTRINOVI PROPE DERTHONAM”).
Da Questo momento il borgo ottiene lo status di “feudo imperiale”, complicando ulteriormente i rapporti tra gli Estensi e gli Sforza.
Scoppia la guerra tra il Ducato di Milano e il Marchesato del Monferrato che, per giunta, ha le terre che confinano con quelle dell’Oltrepò, e in queste erano compresi i territori di Castelnuovo.
1466 - Galeazzo Maria Sforza succede al padre Francesco al governo del Ducato.
1471 - Muore Borso d’Este e da ora in avanti sopraggiunge per Castelnuovo un interminabile periodo di instabilità, confusione e conflitti, poiché le famiglie che sotto il governo estense si erano trovate a non aver quasi più voce in capitolo, tornano a rivendicare i loro diritti e a reclamare di tornare ad essere le sole ad esercitare il controllo del borgo.
1472 - Con una missiva ducale dal sapore di ultimatum, Galeazzo Sforza ordina che nel Consiglio Generale del borgo (il consiglio comunale di oggi…) i seggi vengano ripartiti nella stessa misura che avevano nel 1447, prima che Borso ne sconvolgesse la composizione; di conseguenza il potere decisionale dovrebbe oassare nelle mani della casane (famiglie) denominate dei “gentiluomini”, relegando i “marchesani al ruolo di subordinati senza potere.
1474 - Il Duca di Milano infeuda Castelnuovo a Roberto Sanseverino, un suo cugino,già padrone di Pontecurone, con il titolo marchionale.
1476 - (Santo Natale) Lo Sforza viene assassinato a Milano e lo Stato Ducale passa nelle mani della moglie Duchessa Bona, poiché il loro figlio Giangaleazzo è ancora un bambino in fasce.
1484 - Nasce da un ricco gestore della Tratta del gualdo Matteo Maria Bandello, la cui famiglia è da sempre solennemente filosforzesca, così allorché i Francesi verso la fine di questo secolo occupano Milano cacciando in esilio lo Sforza, i Bandello sono costretti a fuggire dalla Lombardia.
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